La questione emergenza idrica in Sicilia è un caso e ha una storia molto lunga. Sono trascorsi circa sette anni da quando il Presidente del Consiglio dei Ministri aveva dichiarato lo stato di emergenza per la crisi di approvvigionamento idropotabile nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Palermo, Trapani, Messina, Catania, Siracusa e Ragusa. Nonostante siano stati stanziati dei soldi dal Governo, la situazione idrica in Sicilia ad oggi continua a presentare numerose criticità. Non sono trascorsi tanti mesi da quando Enna e dieci comuni limitrofi sono rimasti senza acqua e la stessa cosa è accaduta ad Agrigento dove i maggiori disagi si stanno verificando nella zona a valle della città. A Gela le condizioni idrogeologiche e meteo climatiche della zona non producono volumi di acqua accettabili e l’acqua di falda è scarsa. Nel gelese sono stati, anche segnalati fenomeni di inquinamento localizzato delle acque sotterranee, derivante da dispersione di liquami civili, da pratiche agricole e da spargimento di liquami zootecnici. Questo rappresenta non solo un rischio serio per l’ambiente, ma anche per la salute umana. La città di Messina, nonostante sia attraversata da diversi corsi, si ritrova a secco. La Sicilia vive anche il problema delle perdite della rete idrica confermandosi una delle regioni con una percentuale del 40 per cento di perdite. Altra questione è quella dei costi del servizio idrico, nonostante le numerose criticità segnalate, la Sicilia è una delle regioni in cui il servizio idrico costa di più. Dato il contesto lo staff del Codici domani mattina parte in Camper in un viaggio itinerante per le province della Sicilia al fine di ensibilizzare i cittadini sulla tematica del servizio idrico. Il progetto “Come bere un bicchier d’acqua” è stato realizzato nell’ambito del Programma Generale di intervento della Regione Siciliana con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico”. 












