Pubblichiamo integralmente di seguito un Comunicato Stampa di oggi, 22 aprile 2010, che riporta un’interessante iniziativa da parte dei Giovani Democratici della Provincia di Messina
“Che i tempi cambiano non è una novità, ma sembra che l’amministrazione comunale di Messina non se ne sia accorta.
Con il passare del tempo, infatti, molti Comuni si stanno adeguando alle nuove tecnologie favorendo l’efficienza, la trasparenza e la legalità. Un esempio lampante è rappresentato dai sistemi tecnologici collegati ad internet ed utilizzati da molti consigli comunali per trasmettere in diretta le sedute dei lavori d’aula.
Questo frutto della “scienza futuristica” sembra che trovi difficoltà ad arrivare a Palazzo Zanca, a differenza di Comuni, come Venezia, Ferrara, Pescara, Modena, Vicenza,Verona e ancora, Follonica, Bondegno, Mesagne. Persino la vicina Tortorici ha adottato questo servizio, una realtà con una minore densità di abitanti, ma che ha dimostrato un maggiore rispetto verso la trasparenza rispetto alla “tredicesima città d’Italia” – solo per popolazione –.
I motivi che impediscono la trasmissione in rete dei lavori del Consiglio Comunale della nostra città, però, restano tutt’oggi un mistero. Più di un anno fa, infatti, l’Amministrazione Comunale, tramite l’assessore all’e-government Santalco affermava: “Per una buona amministrazione, bisogna che ci sia anche una buona informatizzazione”, aggiungendo che, di lì ad un mese, i cittadini messinesi avrebbero potuto assistere, in diretta, alle sedute del Consiglio Comunale.
Ottimo presagio, se non fosse subito stata aggiunta una piccolissima postilla, che avvisava che sarebbero mancati il supporto audio e la possibilità di gestire le immagini a causa dell’arretrata tecnologia presente all’interno dell’aula consiliare.
I messinesi, stando all’amministrazione comunale, avrebbero potuto “vedere” il consiglio comunale, ma non “ascoltarlo”! Lecito domandarsi, dunque, a cosa sarebbe potuto servire un sistema di collegamento di questo tipo. I cittadini comunque vennero “ulteriormente rassicurati”, dicendo che il sistema era in fase di Test e che da li a poco avrebbero potuto usufruirne.
Nonostante le numerose rassicurazioni dell’Amministrazione, il tempo è passato ed al Comune non si può dire che di tecnologia non se ne sia vista: sistema di protocollo informatico, tornelli elettronici, sistemi di video sorveglianza, potenti software per monitorare la zona di Giampilieri, etc.
Risulta difficile credere, considerate anche le altre realtà esistenti nelle varie zone d’Italia, che proprio a Messina manchi un semplicissimo collegamento video e audio per trasmettere le dirette del consiglio comunale.
Pertanto, i Giovani Democratici, resisi conto dell’imbarazzante “incapacità” dell’amministrazione di installare un sistema di Streaming, si impegnano a fornire le conoscenze teoriche e pratiche affinché si possano superare queste difficoltà legate all’impossibilità di trasmettere la diretta. Concludiamo dicendo che, è vero che le sedute possono essere sempre seguite recandosi di persona, ma è altrettanto vero che risulta difficile e poco pratico, rispetto alla possibilità di farlo con un semplice clic.
Nell’ottica di un riavvicinamento della popolazione alle istituzioni ed agli organi politici ed amministrativi del nostro Comune, la diretta streaming delle attività del nostro Consiglio Comunale appare come una soluzione semplice e pratica per consentire al cittadino di seguire i lavori e comprendere l’operato dell’Amministrazione. In questo modo, si determinano dei vantaggi innanzitutto per il cittadino, perché sensibilizza ed agevola la sua partecipazione alla politica locale, ed anche agli amministratori, che avranno modo di mostrare la loro attività.
Lo streaming potrebbe diventare, inoltre, un fondamentale strumento per giudicare l’operato di chi è stato eletto al Consiglio per rappresentare la città, prendendo coscienza di chi è propositivo e chi no, chi costruisce e chi ostruisce, chi è presente e chi meno, chi fa gli interessi della collettività e chi eventualmente i propri. Uno strumento di trasparenza, senza dubbio, che potrebbe trovare l’ostruzionismo/opposizione solo di chi non abbia l’interesse di rendere la propria – presunta – attività.












