Allarme per i conti pubblici: deficit/pil 2009 al 5,2%, è il peggior dato dal ’96

Secondo i dati dell’Istat il rapporto deficit-pil si è attestato nel 2009 al 5,2 per cento. Un dato allarmante, il peggiore dal 1996, se si considera che il prezzo della benzina è alle stelle, gli alimentari continuano ad aumentare nonostante i prezzi dei prodotti agricoli in campagna si sono ridotti, il tasso di inflazione sale all’1,4 per cento e a febbraio il tasso di disoccupazione giovanile si è attestato a quota 28,2 per cento e gli stipendi tra gennaio e febbraio 2010 non sono cresciuti. In ripresa la Fiat che però resiste alla crisi solo grazie agli incentivi statali. Secondo i dati diffusi da Bankitalia c’è anche una restrizione del credito alle imprese che ha portato il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a lanciare un appello alle banche: “Nel momento in cui ci sono piccoli segnali di ripresa non venga meno il credito”.
Debito pubblico alle stelle- Nel 2009 il rapporto deficit-Pil schizza al 5,2%, al netto dell’impatto delle operazioni di swap, in forte peggioramento rispetto al 2,7% del 2008: si tratta del dato peggiore dal 1996. A diffondere i dati è l’Istat nel ‘Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche’ spiegando che si tratta di dati non destagionalizzati. Includendo gli effetti degli swap, il rapporto deficit-Pil sale nel 2009 al 5,3%: lo Stato italiano ha perso lo 0,07% in operazioni di swap.Per la prima volta dal 1991, poi, il saldo primario rispetto al Pil risulta negativo e pari allo 0,6% (era +2,5% nel 2008).

Cumia, che fine hanno fatto i 250 mila euro stanziati dalla protezione civile?

Che fine hanno fatto i 250 000,00€ stanziati dalla Protezione Civile Regionale nel Febbraio 2009 per fronteggiare l’emergenza dissesti dei Villaggi di Cumia Inferiore e Superiore?. L’ On. Giuseppe Picciolo, i Consiglieri Comunali Giorgio Caprì e Nicola Barbalace, insieme al Consigliere della III Circoscrizione Claudio Cardile chiedono ai sensi dell’Art. 45 del Regolamento del Consiglio Comunale copia di tutta la documentazione prodotta dall’Amministrazione comunale in merito a tale finanziamento.

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Altre tre scosse di terremoto oggi in Cile: una di queste di magnitudo 5.1 Richter

La terra continua a tremare. Oggi si sono registrate 3 scosse, dalle 9,53 alle 12,41, di 4,8, 4,3 e 5,1 della scala Richter. Il sisma, avvertito nel centro del Cile, non ha fatto vittime o danni. Per il capo dell’esercito, Fuente-Alba, il terremoto del 27 febbraio ha fatto più danni che se fossimo stati invasi dagli eserciti di molti Paesi insieme’. (Ansa, 2 aprile)

Tennis donne, Wta di Miami: finale V.Williams-Clijsters

La belga Kim Clijsters conquista la finale del torneo Wta di Miami battendo la connazionale Justin Henin 6-2, 6-7 (3/7), 7-6 (8/6).

Domani, in finale, la Clijsters affronterà l’americana Venus Williams, n.3 del seeding, che a sua volta aveva eliminato la francese Bartoli.

(Ansa, 2 aprile)

Crisi sempre più nera: Un mito all’asta

Va all’asta Scaturchio, storica pasticceria di Napoli

All’asta Scaturchio, storica pasticceria di Napoli, regno di babà e ‘ministeriali’ che ora fa i conti con una cattiva gestione contabile. In vendita anche i brand ‘baba’ Vesuvio’ e ‘ministeriale’: dolci brevettati dai Scaturchio che hanno fatto il giro del mondo. Prima a lavoro per i re d’Italia, poi per i grandi del G7 e per il Vaticano, da anni la pasticceria registra conti non rassicuranti. Ora Equitalia risulta creditrice per oltre 9 milioni di euro.

(Ansa, 2 aprile)

Settimanale “L’espresso”: Salerno-Reggio Calabria i perchè di un flop

di Gianfrancesco Turano

Il governo ha promesso il completamento dei lavori sull’A3 nel 2013. Ma gli esperti spostano la data fino al 2020. Mentre i costi si moltiplicano e i fondi mancano. Tra cantieri chiusi e disagi infiniti per chi viaggia.

Cristo si è fermato a Eboli. Gli automobilisti arrivano qualche chilometro più a sud. Diciamo fino a Sala Consilina. Poi pregano, se sono pii. Se non lo sono e soffrono d’ansia, sperano. Gli autisti delle due betoniere, una davanti una dietro, impossibili da superare nel tratto a carreggiata unica, saranno freschi e riposati? Il camionista in arrivo sull’altro senso di marcia non avrà un colpo di sonno proprio adesso? I meno ansiosi, più semplicemente, si augurano di percorrere i 443 chilometri dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria in appena sei o sette ore, prima che i bambini si mettano a frignare. Quei bambini avranno tempo di crescere. Saranno grandi e abituati alle code per quando l’autostrada sarà pronta. Il governo del fare e l’Anas hanno promesso che i lavori saranno terminati entro il 2013. Gli esperti consultati da ‘L’espresso’ parlano di 2016, nel migliore dei casi. I pessimisti arrivano a indicare il 2020. Altri dieci anni di code, di morti in strada e nei cantieri, di attentati delle ‘ndrine, di miliardi di euro bruciati.

n verità, neppure al governo credono alla scadenza miracolosa strombazzata a ogni diaframma di galleria saltato, a ogni vecchio viadotto abbattuto. La prova che l’obiettivo sarà mancato sta proprio nei documenti interni dell’Anas, che ‘L’espresso’ ha potuto consultare. Fra il febbraio del 2009 e il febbraio del 2010 il cronoprogramma è avanzato di pochissimo. All’inizio del 2009 i lavori in corso o in appalto riguardavano 180 chilometri di tracciato. Sono ancora 180. I chilometri da progettare erano 75. Sono 70. I chilometri ultimati un anno fa erano 185,7. Adesso sono 193,5. Dodici mesi per completare 7,8 chilometri di autostrada. Tutta la tempistica delle aperture sta slittando in avanti. Nel 2009 si prevedeva di finire 57 chilometri di strada entro il 2010 e quasi 140 entro il 2011. Nel 2010 si è scesi a 30 chilometri entro l’anno in corso e a 106 entro l’anno prossimo. E poi c’è il capitolo soldi. Nel 2009 servivano circa altri 2,7 miliardi di euro. E servono ancora altri 2,7 miliardi di euro, dopo che sono stati già impegnati 7,5 miliardi. In questo momento, mentre si preparano gli incolonnamenti del ponte pasquale, il totale dell’investimento supera i 10 miliardi. Oltre 10 miliardi di spesa pubblica non basteranno per evitare l’odissea quotidiana sull’A3. Ci vorranno almeno un paio di miliardi in più perché le imprese di costruzione stanno bombardando l’Anas con perizie di variante, aggiornamento prezzi e riserve tecniche.

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Altre civiltà

In Inghilterra il governo vieterà gli animali nei circhi

Il governo inglese ha annunciato che vieterà l’uso di animali selvatici nei circhi dopo che la popolazione si è schierata apertamente in favore del divieto.
Il 94% degli intervistati in una consultazione pubblica avviata dallo stesso esecutivo, riferisce l’Indipendent sul suo sito, ha infatti detto “no” agli spettacoli con elefanti, tigri, leoni e giraffe. “Concordo con il punto di vista degli interpellati, che hanno definito non più accettabile l’uso di questi animali nei circhi”, ha spiegato il ministro dell’Ambiente, Jim Fitpatrick, aggiungendo che “per questo intendo vietarlo”.
Attualmente sono quattro i circhi che usano animali selvatici in Gran Bretagna: il principale è il Great British Circus, poi ci sono il Peter Jolly’s Circus, il Circus Mondao e il Bobby Roberts Circus. L’associazione britannica dei veterinari (Bva) si è detta ‘entusiasta’ della prospettiva di un bando. Secondo il suo presidente, Bill Reilly, “se il governo andrà avanti con il bando è vitale che ciascun animale sia valutato individualmente in modo da prendere le azioni appropriate”. (www.tiscali.it)

Armi: Cresce export militare italiano, nel 2009 aumento del 61%

Le esportazioni militari italiane autorizzate nel 2009 sono salite a 4,9 miliardi di euro, con un aumento del 61% sull’anno precedente: si tratta di un trend di crescita che conferma e migliora i dati del 2008 (+29%) e del 2007 (+8%), riferisce oggi il Corriere della Sera sulla base dei dati pubblicati nel Rapporto del presidente del Consiglio sulle esportazioni militari. A queste autorizzazioni vanno aggiunti circa 1,8 miliardi dei programmi intergovernativi, destinati a equipaggiare anche le Forze Armate.

Il forte aumento delle autorizzazioni non è legato tanto all’aumento del loro numero complessivo – segnala il Corriere -, ma alla crescita di quelle più significative, passate da 8 a 22.

Fra i principali clienti, al primo posto figura l’Arabia Saudita con il 16%, seguita da Germania (8%), Stati Uniti (7%), Regno Unito (5,6%), Qatar (4,7%), India (3,6%), Romania (3,2%), Spagna (2,9%), Emirati Arabi uniti (2,6%), Marocco (2,3%). I paesi Ue e Nato hanno assorbito quasi la metà delle esportazioni autorizzate. (Apcom, 2 aprile)

Giovane commerciante ucciso nella Locride

Un giovane commerciante è stato ucciso, a colpi di arma da fuoco, in un agguato a Monasterace Marina, piccolo centro che divide la provincia di Reggio Calabria con quella di Catanzaro. La vittima, Angelo Ronzello, di 26 anni, gestiva un negozio a Stilo, altro paese della zona. L’uomo, secondo quanto ricsotruito dagli investigatori, era andato cena a casa di alcuni parenti, all’uscita, dopo il pasto, è stato raggiunto da 6 colpi di fucile che non gli hanno lasciato scampo.

L’omicidio è stato compiuto in una traversa della strada statale che da Monasterace conduce a Stilo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Locri diretti dal tenente colonnello Valerio Giardina. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Locri, Federico Nesso. Ronzello risulta essere un pregiudicato, quindi le indagini si stano orientando verso una faida che da qualche tempo pare sia scoppiata nuovamente nella Locride. Ronzello – secondo quanto si è appreso – sarebbe stato ucciso da due sicari. (Apcom)

I cittadini delle zone alluvionate pretendono chiarezza sulla messa in sicurezza

Dopo circa sette mesi dalla tragedia che ha colpito Messina sud (Giampilieri, Altolia, Molino, Pezzzolo) e alcuni paesi della zona jonica (Scaletta, Itala) (a cui si sono aggiunti San Fratello, Caronia e Mili san Pietro per fortuna senza vittime) le promesse e gli annunci che hanno riempito le pagine dei giornali e le bocche di politici e funzionari istituzionali sono rimasti tali. Dei paesi fantasma, un’economia affossata è quello che resta dopo la danza macabra delle bugie. Al momento nessun intervento strutturale contro il dissesto idrogeologico: soltanto reti protettive e sirene (nemmeno funzionanti) per segnalare imminenti rischi franosi sono inutili palliativi che non raggiungano neanche minimamente la nostra priorità: la messa in sicurezza dei territori a rischio! Dimenticavamo la pulizia dei torrenti! Da fatto di ordinaria manutenzione si è trasformato in un evento eccezionale: da quanto tempo non si faceva? E poi la messa in sicurezza dei torrenti non parte soprattutto dall’alto dei corsi d’acqua?

Mentre l’ennesima tempesta d’acqua ha provocato frane, smottamenti, interruzioni di strade ( isolati ancora una volta Itala, Scaletta Zanclea, Alì Terme,ricordate Capo Alì…), le varie amministrazioni comunali sono preoccupate dalla ripresa “dell’attività edilizia” e il governo regionale in sintonia con questi “nobili sentimenti” discute del “rilancio dell’edilizia”, mentre le strade provinciali sembrano bombardate da tutta una serie di smottamenti .


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