Dopo 6 anni di lavoro per un progetto di oltre 5 milioni e mezzo di euro che abbraccia un terreno di 6mila metri quadri, lunedì 8 marzo la Soprintendenza di Caltanissetta, diretta da Rosalba Panvini, restituirà alla pubblica fruizione un esempio di archeologia industriale: la miniera di zolfo di Trabia Tallarita.
La Regione siciliana (assessorato dei Beni culturali e dell’Identita’ siciliana) anni addietro ha acquisito al proprio demanio questo bene etno-antropologico, per recuperare i complessi esistenti, con gli annessi edifici industriali che ancora si conservano, i macchinari e le attrezzature utilizzate per la lavorazione del minerale.
Il vasto altopiano gessoso-solfifero, tra i più grandi d’Europa, per anni disabitato e lasciato in stato di abbandono, è stato così valorizzato per ricordare e fruire di un patrimonio universale, “dove la storia del genere umano s’intreccia con la storia della sua terra e delle sue ricchezze – spiega Rosalba Panvini -, dove la fatica degli uomini si è profondamente intersecata con lo sviluppo e l’evoluzione della società”. (AdnKronos)













21 febbraio 2010 alle 11:28 AM
la miniera che si vede in questa foto mi sembra la ex miniera denominata “stincone”,nel comune di s.cataldo CL e non la miniera “trabia tallarita”.Cordiali saluti.G.Attardo.
21 febbraio 2010 alle 11:33 AM
La miniera che si vede in questo articolo mi sembra la ex miniera “stincone”di S.Cataldo.E’vero?grazie.Cordiali saluti.G.Attardo.