Otto-dieci mila secondo gli organizzatori. Tremila e duecento secondo le forze dell’ordine. Parliamo del numero dei partecipanti al corteo contro il Ponte sullo Stretto tenutosi nel caldo pomeriggio di sabato 8 agosto. Leggi il seguito di questo post »










Potrebbe tornare utile- a tal proposito- la proposta di Sinistra e Libertà di destinare il milione e trecentomila Euro già stanziati per la progettazione esecutiva della megaopera, alla prevenzione del rischio sismico.

La moralità non si stabilisce con il consenso nè con i numeri di pretese maggioranze. Perché, spiega Angelo Bagnasco, cardinale arcivescovo di Genova e presidente della Cei, “sembra che il bene e il male dipendano dall’opinione pubblica, cioè da ciò che gli altri, rappresentati come maggioranza, pensano sui valori. Come se ciò che è morale e immorale dipendesse, in fondo, dai numeri”. L’omelia, pronunciata in mattinata nella cattedrale di San Lorenzo a Genova per la festa del santo, riporta il pensiero alle dure prese di posizione della Cei sulle vicende private e pubbliche del premier Berlusconi.
Lo scrittore Vincenzo Consolo usa parole molto meno diplomatiche: “Attrarre turisti puntando sul fatto che in Sicilia è presente Cosa Nostra è un’indecenza – afferma – Con questo non dico che bisogna negare l’esistenza della mafia: ormai purtroppo tutto il nostro Paese è invaso dalle mafie. Ma utilizzare Cosa nostra per attrarre turisti stranieri è inaccettabile”.
“Come Cisl, poco più di un mese fa all’indomani della tragedia di Viareggio – ricorda Genovese – abbiamo denunciato la condizione di potenziale pericolo che comporta la sosta di un’ alta concentrazione di cisterne con sostanze chimiche e infiammabili nello scalo ferroviario messinese, ubicato in pieno centro cittadino. Da allora assistiamo già al secondo episodio, il primo il 14 luglio, fortunatamente entrambi non gravi – sottolinea il sindacalista – ma che rimarcano la fondatezza delle preoccupazioni che la Cisl ha manifestato. Abbiamo verificato che Rfi, dopo le nostre denunce, ha avviato un nuovo piano per lo stazionamento e la manovra delle merci pericolose all’interno della stazione di Messina. Ma questo, pur essendo un passo avanti – conclude il segretario della Cisl di Messina – , purtroppo non basta: occorre una pronta verifica sugli standard di sicurezza della stazione centrale per mettere in atto le misure adeguate”. (D.B.)
Il Dott. Giuseppe Pecoraro, commissario straordinario dell’azienda ospedaliera universitaria di Messina, dopo il sopralluogo del nucleo antisofisticazione dei carabinieri di Catania non ha potuto che procedere alla chiusura delle cucine, dato che dal verbale dei carabinieri si evincono” gravi carenze igenico- sanitarie”. In Pecoraro ( palermitano) vivimus, movemur et sumus. E’ troppo. La realtà ci viene ad esser rivelata da un operatore ecologico, dipendente da chi in atto gestisce il servizio di pulizia e sanificazione del Policlinico. Hai voglia che tentiamo di fargli capire che la critica puo’ esser fatta e va accettata, ma questi con una frase lapidaria dice: meno male che i carabinieri si sono fermati solo al controllo delle cucine; di contro oggi i cittadini di Messina bisognevoli di cure, avrebbero registrato la chiusura totale di questo nosocomio. E’ bastevole che qualcuno della direzione sanitaria venga a rendersi conto del come si procede al servizio di pulizia e sanificazione e della raccolta dei rifiuti. Altro che raccolta differenziata? La verità è che qualunque cosa tu veda, ovunque volgi lo sguardo, il verbo è: tacere. Quanti elogi ha questo commissario che taglia di qua e di là. La domanda è: come non si è accorto che in direzione sanitaria all’organico strutturato c’è anche qualche medico contrattualizzato? Circa i controlli dei vari capitolati, la logica è che l’ordine e il disordine non esistono affatto.



