Calcestruzzo depotenziato in Sicilia

Nell’ultimo periodo frequenti sono gli articoli di cronaca che parlano di calcestruzzo depotenziato ovvero che non rispetta il dosaggio minimo di cemento in accordo con la norma UNI EN 206-1. E, a quanto pare, l’elenco delle strutture realizzate in Sicilia con il calcestruzzo depotenziato sarebbero parecchie. Leggi il seguito di questo post »

«Questo nome non mi è nuovo…»

Alessandro Savorelli

Nella leggendaria scena iniziale dell’Imperatore di Capri di Luigi Comencini (1949), Totò sogna di essere Tiberio ed entra trionfalmente nella sua villa circondato dalla corte, pretoriani, schiavi, matrone. Leggi il seguito di questo post »

Veterinaria forlivese rifiuta microchip a cane siciliano

di S.I.

Una notizia che ha dell’incredibile: un atto di razzismo nei confronti di un cane colpevole di essere… siciliano

Da circa un anno l’ass. ‘Noi Animali Onlus’ collabora con associazioni e volontari del Sud per aiutare a trovare casa ai cani che da noi sono chiusi nei canili o abbandonati per strada, sempre più spesso vittime di violenze e crudeltà. In presenza di richieste di cani di un certo tipo ed accertandone l’assenza nella loro zona, i volontari della benemerita associazione li fanno arrivare dalle regioni del Sud per darli in affido al Centro e al Nord previa richiesta che i cani vengano sverminati, spulciati e che vengano eseguiti i vari test prima della partenza, proprio per avere maggiori garanzie sulla salute dell’animale.

Dopo l’ennesima richiesta di aiuto, arrivata dall’ass. ‘Aronne’ di Agrigento, l’ass. ‘Noi Animali’ accoglie alcuni cuccioli in quanto erano presenti richieste di adozione da famiglie del Centro-Nord.

I cuccioli arrivano all’aereoporto di Bologna il 5 agosto e nello stesso giorno alcuni sono direttamente affidati da una volontaria alle famiglie richiedenti alle quali era già stato effettuato il controllo pre-affido.

A Forlì viene adottata una dolcissima cucciola di 3 mesi.

Quando il signor F. H. si presenta presso l’ambulatorio della d.ssa M.P. (libera professionista nonchè direttore sanitario del canile di Forlì) chiedendole di microchippare il cane, riceve un fermo NO seguito da un mare di polemiche sull’adozione del cane.

Nello specifico la d.ssa contesta al signor F.H. di aver preso un cane dal Sud invece di adottarlo dal canile di Forlì e il signore risponde che c’erano andati, ma non avevano trovato il cane che volevano quindi che hanno voluto salvarne uno da qualche altra parte e così avevano fatto.

La d.ssa a quel punto pretende il numero di cellulare della persona che ha consegnato il cane dicendo che non va bene dare un cane proveniente dal sud senza certificati e documentazioni varie (la cucciola in questione – come precisato dai responsabili dell’associazione – giungeva con libretto sanitario ed allegato certificato medico di buona salute) e che quel libretto può essere riferito ad un qualsiasi cane perchè non riporta la firma del veterinario.

Poco dopo al telefono, con una volontaria dell’associazione, la veterinaria esplode in una lite con insulti e contesta ai volontari della stessa associazione di “approfittarsi della povera gente che non conosce le leggi”, e aggiunge che “sarebbe meglio a lasciare i cani al sud per evitare di creare pandemie al nord”, che “non ci si deve impicciare perchè le istituzioni al sud funzionano e non dobbiamo permetterci di mandare cani malati al nord”, e “che i volontari sono perfettamente inutili perchè c’è già chi ci pensa (le istituzioni)”. Successivamente trattiene il libretto sanitario del cane e liquida i signori (marito e moglie con bambino) rifiutandosi categoricamente di mettere il microchip al cane (cosa che la famiglia avrebbe voluto fare anche perchè inserita come clausola obbligatoria sul modulo di affido).

Nel pomeriggio dello stesso giorno la d.ssa M.P. continua a ribadire ai volontari dell’associazione che:
“non si devono portare al nord i cani del sud per evitare contagi, che a Forlì non ci sono cani malati di leishmania e non se ne devono introdurre, che i cuccioli dati alle famiglie sono equiparabili a quelli provenienti dall’est” ed altre amenità anche peggiori.

La sera dello stesso giorno il signor F. H. chiama allarmatissimo quanto dispiaciuto e comunica ai volontari di ‘Noi Animali’ di dover restituire la cucciola perchè la veterinaria, dalla quale era tornato per riavere il libretto sanitario, diventata improvvisamente gentile, diagnostica un “terribile fungo” che avrebbe infestato tutto e tutti con conseguenze gravissime.

Il signore in questione, senza precedenti esperienze di animali ed allarmato dalle parole della d.ssa, ha così deciso di restituire il cane.

La dott.ssa in questione ottiene ciò che evidentemente voleva: far tornare a casa un ‘bastardo del Sud’.

Il giorno seguente la cucciola viene visitata dalla veterinaria dell’associazione, la quale non riscontra alcun tipo di problema né malattie, tanto meno funghi ma soltanto piccole escoriazioni.

Ma la cosa non finisce qui: la dott.ssa M.P. si attiva adesso per convincere altri colleghi a mantenere lo stesso atteggiamento e comportamento, rintracciando i nomi dei volontari (soprattutto quelli che si danno da fare per aiutare i cani del sud) al fine di denunciarli e farli desistere da queste “imprese”.

Si può scrivere all’Ordine Provinciale dei Medici Veterinari di Forlì in via Marchini G., 1 – cap 47100 Forlì tel. 0543796759 oppure inviare una mail a questo indirizzo: ordinevetfc@tiscalinet.it
sia per manifestare la propria opinione su questa vicenda che per illustrare il lavoro di tutti i volontari e spiegare loro come vanno le cose al sud (incredibile che non lo sappiano).

(Fonte: Tiziana Bordini ‘Noi Animali Onlus – Polverigi’
www.noianimali.com)

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De Magistris: “Preoccupato su gestione dei Fas al Sud”

“C’è seriamente da preoccuparsi se i prossimi investimenti al Sud saranno gestiti da questa classe dirigente e, addirittura, da Berlusconi in persona”. Lo afferma Luigi de Magistris, europarlamentare dell’Italia dei valori, commentando un’intervista rilasciata dal presidente del  Consiglio. Si tratta del potere politico che ha depredato enormi risorse pubbliche a braccetto con le mafie, massacrando il territorio e rendendo il lavoro un privilegio, da ottenere spesso in cambio di favori di vario genere. ansa_11467089_52240Sono quei poteri – continua de Magistris – che non hanno alcun interesse a contrastare il crimine organizzato ma, anzi, cercano di sedersi allo suo stesso tavolo per arricchirsi economicamente, operando nelle stesse società e nelle stesse imprese”.

Calcio: battuta l’Inter. La Supercoppa va alla Lazio

PECHINO – Il primo ‘titulo’ della stagione sfugge all’ Inter di Jose’ Mourinho e la Supercoppa finisce a Roma, sulla sponda biancoceleste. La partita, giocata in uno stadio quasi pieno – gli spettatori sono stati 70mila secondo gli organizzatori, una cifra straordinaria per un Paese, la Cina, nel quale le partite delle squadre locali non raccolgono piu’ di 15-20 mila spettatori – e’ stata giocata al piccolo trotto nel primo tempo, per diventare vera nella seconda meta’, quando si sono visiti i gol (quattro, compreso quello annulato a Diego Milito) e un buon gioco, che deve essere stato apprezzato dagli appassionati cinesi. Un uno-due repentino e in parte fortunoso – Matuzalem ha aperto le marcature con un rimpallo sul volto, 5′ dopo Rocchi ha chiuso i giochi con un’azione in velocita’ – ha punito l’Inter non piu’ gioiosa macchina da gol, ma comunque in grado di sfornare occasioni e un Eto’o gia’ in condizioni eccelse. Le squadre sono state accolte da un pubblico entusiasta nel Nido d’ Uccello, il surreale stadio olimpico della capitale. Sara’ stato perche’ sono appassionati del campionato italiano da 20 anni – la Tv di Stato cinese, la Cctv, trasmette la serie A dal 1989 – sara’ stato perche’ era il primo anniversario dell’ inizio delle storiche Olimpiadi, i cinesi sono accorsi in massa allo stadio (non si hanno ancora i numeri della diretta televisiva ma nessuno dubita che saranno sbalorditivi, come spesso avviene in Cina). Il tifo l’ hanno fatto in maniera ordinata, alla cinese, ma lo hanno fatto. Ad aprire le danze sono stati gli organizzatissimi tifosi cinesi dell’ Inter (la squadra milanese ha cinque agguerriti club di sostenitori a Pechino), che hanno occupato una sezione alta degli spalti e hanno cominciato a urlare due ore prima dell’ inizio della sfida. Un gruppo di laziali arroccati sulla curva – meno per numero ma non per entusiasmo di quelli interisti – hanno risposto per le rime per tutta la durata della partita e alla fine hanno sommerso i loro delusi rivali. Per le due squadre, e per tutto il calcio italiano, si e’ trattato di un investimento sul futuro, su un Paese dove la passione e’ tanto diffusa quanto disattesa dalle squadre e dall’ organizzazione locali. Nel primo tempo, complici i 27 gradi e il 74 per cento di umidita’, le squadre si sono studiate. L’ Inter ha dominato il terreno di gioco creando occasioni su occasioni, sbagliate all’ ultimo momento dagli attaccanti o salvate con grandi parate dal giovane portiere laziale Fernando Muslera, forse il migliore in campo. Da parte interista si e’ messo in evidenza Eto’o, che ha costantemente minacciato la porta avversaria tirando, scattando e fornendo ottime palle ai suoi compagni. Nella ripresa l’ Inter e’ partita a testa bassa, decisa a fare sua la partita. Ci provano in rapida successione, con azioni a volte spettacolari Muntari, Zanetti, Stankovic due volte al tiro, Lucio pericoloso di testa ed Eto’o, presente ovunque. Ma imprecisione, sfortuna e la bravura di Muslera impediscono ai nerazzurri di trovare il gol. La Lazio parte rapida in contropiede al 17′, e Matuzalem e’ bravo a bucare il suo connazionale Julio Cesar approfittando di una difesa interista troppo sbilanciata in avanti. Ripartono i nerazzurri e la Lazio trova il raddoppio su un’ altra rapida azione di rimessa, Rocchi lanciato da Mauri conclude con un elegante pallonetto: 2-0, e Inter ko. La squadra di Mourinho si riversa nell’ area avversaria ma la difesa dei biancocelesti regge senza eccessivi affani, Eto’o trova il gol che voleva a tutti i costi su un bel passaggio di Balottelli, entrato nel secondo tempo. Straordinaria la prestazione del camerunese, se si pensa che si e’ unito alla squadra da una settimana. Segna anche Milito, bravissimo quando ha la palla, in un’ azione confusa nella quale l ‘arbitro rileva una posizione irregolare di Eto’o, sulla line del tiro tra Milito e Muslera. Gol annullato e fine delle speranze dell’ Inter. Per la Lazio di Davide Ballardini un inizio di stagione che promette veramente bene. Mourinho si consola con una squadra che a suo dire ha futuro, ma per ora non il ‘titulo’.

(Fonte: ANSA – Foto: Tuttosport)

Tennis femminile: Pennetta in finale a Los Angeles

Flavia Pennetta continua il suo momento magico. La tennista brindisina supera in tre set la russa Maria Sharapova e conquista la finale del torneo WTA di Los Angeles (cemento, $ 700.000), dove affronterà l’australiana Samantha Stosur. L’azzurra gioca una grande partita, mostrando il suo miglior tennis nel momento decisivo del terzo set, quando riesce a strappare il servizio all’avversaria e poi a chiudere il confronto dopo 2h04′ di gioco.

Da segnalare che Flavia, che a Los Angeles difende i punti della finale conquistata lo scorso anno (si arrese a Dinara Safina), nel corso del torneo aveva già messo in riga due tenniste russe, e per giunta entrambe top-ten: nei quarti Vera Zvonareva, seconda favorita del torneo e numero 7 del ranking Wta, e negli ottavi Nadia Petrova (n.5 del seeding e 10 del ranking).

E’ il primo successo in carriera per la Pennetta contro la siberiana, dopo le due precedenti sconfitte (Wimbledon 2008 e Indian Wells 2004), e la brindisina ha vinto 13 degli ultimi 14 match disputati con questa finale, il successo a Palermo e la semifinale a Bastad. Se riuscirà a vincere il torneo (non ci sono precedenti con la Stosur), salirà all’undicesimo posto in classifica, eguagliando il suo miglior ranking della carriera.

I risultati delle semifinali:

(10) Flavia Pennetta (ITA) b. Maria Sharapova (RUS) 62 46 63

(13) Samantha Stosur (AUS) b. Sorana Cirstea (ROM) 63 62

di Datasport

L’Inps e le attività di revisione delle prestazioni d’invalidità: per Cittadinanzattiva usati toni trionfalistici fuori luogo. “Qualsiasi governo forte coi deboli e debole coi forti produce gravi danni all’intero Paese”

di Santino Irrera

C’é molto imbarazzo ed una profonda amarezza da parte dei componenti di Cittadinanzattiva e del Tribunale per i diritti del malato, una delle associazioni che ne é importante componente, per  i rilevati “toni trionfalistici utilizzati dall’INPS per comunicare i primi dati sull’attività di revisione delle prestazioni di invalidità civile, assegno, pensione, indennità di accompagnamento, etc…” condotta proprio in questi giorni.

“Siamo provati dolorosamente” – affermano in Cittadinanzattiva. “Infatti, nella stragrande maggioranza dei casi, viene  colpita povera gente che riesce, a stento, a sopravvivere con quelle poche centinaia di euro assegnate.”

Tornando indietro nel tempo, ad esperienze precedenti e tentando di farne tesoro, inoltre, Cittadinanzattiva sottolinea come “qualsiasi Governo, abituato ad essere forte con i deboli e debole con i forti, è sempre uscito scornato dalle varie tornate di revisioni, giacchè i giudici del lavoro, di tutt’Italia, hanno annullato l’80% delle revoche, con grave danno per l’Erario, che è stato costretto a pagare le rate arretrate, dalla data della sospensione, integrate da rivalutazione ed interessi, gli avvocati degli interessati, i consulenti tecnici d’ufficio, etc, mentre le strutture giudiziarie, già al collasso, sono state costrette a caricarsi ulteriore lavoro.”

Non sarebbero esenti da critiche nemmeno sul piano formale le procedure oggi seguite dall’INPS: infatti, a giudizio di Cittadinanzattiva “sono stati inseriti nelle liste di revisione anche quei soggetti che, per legge, ne sono esenti”.

Cittadinanzattiva indica infine di seguito, a beneficio di tutti i pazienti, quali sono le malattie che escludono la possibilità di revisione (come da Decreto ministeriale – Ministero dell’economia e delle finanze, 2 agosto 2007 – “Individuazione delle patologie rispetto alle quali sono escluse visite di controllo sulla permanenza dello stato invalidante.”):

1) Insufficienza cardiaca in IV classe NHYA refrattaria a terapia;

2) Insufficienza respiratoria in trattamento continuo di ossigenoterapia o ventilazione meccanica;

3) Perdita della funzione emuntoria del rene, in trattamento dialitico, non trapiantabile;

4) Perdita anatomica o funzionale bilaterale degli arti superiori e/o degli arti inferiori, ivi comprese le menomazioni da sindrome da talidomide;

5) Menomazioni dell’apparato osteo-articolare, non emendabili, con perdita o gravi limitazioni funzionali analoghe a quelle delle voci 2 e/o 4 e/o 8;

6) Epatopatie con compromissione persistente del sistema nervoso centrale e/o periferico, non emendabile con terapia farmacologia e/o chirurgica;

7) Patologia oncologica con compromissione secondaria di organi o apparati;

8 – Patologie e sindromi neurologiche di origine centrale o periferica, (come al punto 4). Atrofia muscolare progressiva; atassie; afasie; lesione bilaterale combinate dei nervi cranici con deficit della visione, deglutizione, fonazione o articolazione del linguaggio; stato comiziale con crisi plurisettimanali refrattarie al trattamento;

9) Patologie cromosomiche e/o genetiche e/o congenite con compromissione d’organo e/o d’apparato che determinino una o più menomazioni contemplate nel presente elenco;

10) Patologie mentali dell’età evolutiva e adulta con gravi deficit neuropsichici e della vita di relazione;

11) Deficit totale della visione;

12) Deficit totale dell’udito, congenito o insorto nella prima infanzia.”

Coloro che, pur essendo affetti da una delle malattie sopra ricordate, fossero stati invitati a sottoporsi a visita di revisione, possono rivolgersi senza ulteriori indugi alla sede di:

Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del Malato, via della Zecca 81, Messina, nelle ore antimeridiane, o telefonare allo 090/671420.

Chi paga la “campata per aria” del Ponte?

Andare in piazza fa bene, manifestare le proprie idee pure: la Rete di ecologia sociale ne ha una, che non ha inteso esplicitare nella ‘kermesse’ di interventi a conclusione della bella manifestazione di ieri, per poterne discutere successivamente con la Rete No-ponte. Leggi il seguito di questo post »

Rete No Ponte

foto di Dino Sturiale

foto di Dino Sturiale

Una straordinaria manifestazione No Ponte partecipata da 8000 persone ha
percorso ieri le strade di Messina. Al corteo hanno preso parte delegazioni da
tutta la Sicilia e la Calabria, con presenze anche da altre città. Leggi il seguito di questo post »

TORNA ‘WOMAD IN SICILY’

Torna in Sicilia, per il dodicesimo anno consecutivo, il ‘Womad in Sicily’. La kermesse multietnica si terra’ a Taormina (Messina) dal 25 al 27 settembre e vedrà alternarsi sul palco grandi nomi della musica internazionale. Leggi il seguito di questo post »

Nell’ombelico del mediterraneo

di PAOLO RUMIZ – la Repubblica

Si narra che arrivando a Catania col suo transatlantico elettorale, anni fa Berlusconi fermò nientemeno che il diluvio. Pioveva da una settimana e quel giorno l’acqua miracolosamente cessò. Leggi il seguito di questo post »

Manifesti in paese: “Sindaco e giunta cedesi a titolo gratuito”

17894_fallimentoGIOIOSA MAREA (MESSINA) – “I cittadini di Gioiosa Marea fortemente motivati, cedono a titolo gratuito il sindaco, la giunta, e l’amministrazione comunale, senza possibilità di reso, porto franco vostra destinazione”. È questo il contenuto di alcuni manifesti apparsi questa mattina nelle bacheche e lungo le strade di Gioiosa Marea, nel messinese. Non è la prima volta che ignoti affiggono simili manifesti per protestare con l’inerzia delle istituzioni per la chiusura della strada statale 113 in località Capo Skino.

IN 5.000 HANNO DETTO NO AL PONTE

Cinquemila persone  hanno sfilato in corteo per le vie di Messina. Una “città morente” che ieri pomeriggio si è improvvisamente svegliata. Le Forze dell’Ordine sul posto tracciano pero’ un bilancio meno roseo: 2500 persone ma, a vederlo sfilare, quel serpentone sembra ben più “corposo”. Una vera e propria festa, pacifica, fatta di cori, musica, balli, striscioni, magliette Noponte, bandiere, alcune utilizzate come “abitino” per cani. La manifestazione è ben riuscita. Nessuno scontro, nessun tafferuglio, solo musica e la voce di uno speaker che ricorda le ragioni per le quali Messina deve restare senza Ponte. E ricorda i recenti episodi di intolleranza verificatisi negli ultimi giorni in città: il rogo che ha distrutto la sede del circolo anarchico Malastrana e il discusso, soprattutto sul web, episodio che ha visto protagonista il giovane allontanato dalle Forze dell’Ordine in Fiera in occasione dell’arrivo del Ministro Alfano. Il corteo si è snodato nella massima tranquillità. A sfilare ideali, con e senza colore politico, quelli di un pezzo di città che non tollera le imposizioni dall’alto e che in mezzo a quello specchio di mare che ama non vuole dover vedere un Ponte. Partito da Piazza Cairoli, il corteo ha attraversato metà del viale San Martino prima di svoltare verso la via Santa Cecilia: da qui i manifestanti hanno proseguito la loro marcia lungo tutta la via Cesare Battisti, sfilando accanto al tribunale e alla sede centrale dell’Università di Messina, per poi sfociare sul viale Garibaldi e per raccogliersi, infine, nella piazza antistante il municipio. 3802141728_648c2e4882Qui, su un palco improvvisato sulle scale dello stesso palazzo comunale, gli organizzatori e gli esponenti dei gruppi sopra citati si sono alternati al microfono: tra i tanti possiamo menzionare Gino Sturniolo della Rete ‘No-Ponte’, Renato Accorinti, Mariano Massaro dell’Or.S.A., Luca Gangemi di Rifondazione Comunista, Gennaro Migliore di Sinistra e Libertà e Mariacristina Saija di Energia Messinese.

Foto di Enrico Di Giacomo

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