di Beniamino Ginatempo
Sabato 8 Agosto si svolgerà a Messina una manifestazione nazionale contro la follia ponte sullo Stretto. Il ponte non è solo l’inutile piramide del faraone Berlusconi, è l’esempio da libro di sviluppo insostenibile; dell’uso del debito pubblico (i soldi dei nostri nipoti e pronipoti) per favorire i soliti noti; del dopaggio del PIL senza che migliori la qualità della vita; del superfluo che diventa necessario, ecc. Leggi il seguito di questo post »















(OCAP) e il Partito Comunista dei Lavoratori aderiscono alla manifestazione NO PONTE dell’otto agosto a Messina e invitano i lavoratori e i cittadini a partecipare a questa iniziativa di lotta contro la devastazione ambientale, la speculazione sulla pelle dei lavoratori e cittadini, per un modello di sviluppo che metta al centro le infrastrutture utili, come le ferrovie, la navigazione pubblica, la messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico, la prevenzione dal rischio sismico, e la tutela dei beni comuni (acque, aria, ecc).
Traghettare con il vettore pubblico costerà di più nel week end. “Una bella sorpresa a cominciare da oggi per tutti i viaggiatori che scelgono Rfi Bluvia per trascorrere le vacanze in Sicilia”, commentano ironicamente Enzo Testa, Michele Barresi e Mariano Massaro, segretari di Fit Cisl e Orsa Navigazione. Dalla mezzanotte di venerdì e sino a tutta la giornata di domenica, da oggi per tutti i week end, è stato disposto un aumento di 3 euro per ogni corsa semplice per autovetture, camper e similari sulla tratta Messina-Villa San Giovanni e viceversa. L’aumento diventa di 6 euro a biglietto per il viaggio di andata e ritorno oltre i tre giorni per un costo totale che arriva a 55 euro per un’autovettura. L’ordine di servizio è datato 3 agosto 2009 a firma del responsabile navigazione di Bluvia, ing. Filippo Palazzo, ma è stato diramato soltanto oggi. “In realtà di sorpresa non si tratta – sottolineano Testa, Barresi e Massaro – perché sullo stretto siamo abituati agli accordi di cartello tra compagnie private e quella pubblica. L’aumento entra in vigore appena due giorni dopo la conferenza stampa della Caronte&Tourist in cui si annunciavano aumenti per i passeggeri trasportati dalle autovetture imbarcate. Il vettore pubblico si allinea, quindi, alle compagnie private che già da qualche mese applicavano tariffe selvagge e differenziate nei giorni della settimana che spesso facevano preferire ai viaggiatori l’utilizzo dei mezzi Bluvia. Riteniamo vi siano i presupposti, come più volte denunciato anche per il trasporto dei mezzi pesanti, di un intervento dell’Antitrust. Secondo noi si tratta, infatti, di un accordo di cartello che penalizza l’utenza. Il solito gioco del pubblico che rinuncia a fare concorrenza in quote di mercato che potrebbero portare profitto e margini di guadagno che sarebbero solo a favore dell’occupazione e della mobilità nell’area dello stretto”.
Il danno erariale complessivo ammonta a circa 6.500.000 euro, comprensivo dei contributi non versati dai datori di lavoro. Le Fiamme Gialle hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria i titolari delle ditte e 1.979 falsi braccianti agricoli, tutti residenti nel messinese, per truffa. A conclusione delle indagini i titolari delle aziende saranno segnalati anche alla Procura regionale della Corte dei Conti di Palermo per il danno erariale.
Pesanti i toni usati dalla Fnsi: le cifre che circolano sono, “senza nulla togliere al valore professionale dei due colleghi, una scelta cinica e indecorosa. Sono cifre surreali nel momento in cui, in Italia, le imprese editoriali stanno aprendo decine di stati di crisi”. E’ il caso dello stesso Giornale, ricorda il sindacato, che solo l’anno scorso ha chiesto e ottenuto una ristrutturazione interna, con accesso ai prepensionamenti e attingendo alle casse dell’Inpgi. Un ingaggio milionario per un direttore, ragiona l’Fsni, costringerebbe l’azienda a “ritornare alla situazione occupazionale precedente, a reintegrare nel lavoro e nello stipendio i colleghi prepensionati, a restituire all’Inpgi i costi dei pensionamenti anticipati”. “C’è anche una vertenza sindacale a Libero – ricorda la nota – La Fnsi chiede ai diretti interessati, alle relative aziende e alla Fieg di fare chiarezza su stipendi che escono dalla legittima riservatezza per entrare di diritto nelle tematiche industriali e sindacali dell’editoria e della sua conclamata crisi”.



