di Santino Irrera
Abolire l’articolo 23bis della Legge 133/08 che dispone la privatizzazione dell’acqua pubblica é quanto si propone una petizione lanciata su Facebook sulla base dei seguenti tre assunti:
- L’acqua è un bene essenziale per la vita
- L’acqua è un diritto fondamentale dell’uomo che non può essere alienato
- Nessuno ha il diritto di appropriarsi dell’acqua per trarne profitto
Nel silenzio generale dei media il governo Berlusconi ha inserito nella famigerata Legge 133 del 6 agosto 2008 anche l’articolo 23bis che, fra le altre cose, dispone appunto la privatizzazione dell’acqua pubblica.
Di fatto è stata prodotta una bestemmia sociale, culturale ed etica; l’acqua è un bene essenziale per la vita, un diritto fondamentale dell’uomo che non può essere alienato, non può essere mercificato e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto.
L’acqua è sacra in ogni Paese, cultura e fede del mondo.
L’acqua non sarà quindi più un bene pubblico, ma cadrà definitivamente e per legge sotto il controllo delle multinazionali come Veolia, che a Latina ha già deciso di aumentare le bollette del 300% e ai consumatori che protestano manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori.
È tutto chiaro? Questo governo si è comportato da statalista con Alitalia ed ora fa il liberista con l’unico bene che non dovrebbe assolutamente essere sottomesso alle regole dell’economia capitalistica.
Chi volesse aderire, troverà la petizione su internet alla pagina seguente:
http://apps.facebook.com/causes/136860?m=7bf7bab2
Si consiglia di visitare anche il sito del ‘Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua’ alla pagina
http://www.acquabenecomune.org
(Fonti: Facebook, You Tube e L’Altra Città per la video intervista a Padre Alex Zanotelli)























“Sono giovani – dice Marino – dai 18 ai 25 anni. Arrivano ubriachi fradici. Noi facciamo i medici, i barellieri, i rianimatori senza sosta. Si comincia alle 18 fino alle 21 poi in continuazione verso le 2 e poi alle 4 e 5 del mattino”. I ragazzi, spiegano, si svegliano verso le 13 scendono in spiaggia, non mangiano a volte neanche un boccone e poco dopo cominciano i festini con musica a tutto volume e alcol a largo sui gommoni o su altre barche. La serata poi prosegue in discoteca, sulle spiagge o ancora a mare.



