“Una delle grandi questioni rimane il riconoscimento formale del diritto all’acqua, bene essenziale per la vita di ogni uomo che non può cedere a leggi di mercato e divenire
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Come tanti ho partecipato ad una campagna elettorale faticosa, dura e per molti versi esaltante. Ma schizofrenica da un preciso punto di vista. Tanti di noi, ne sono certo, illustrando la proposta politica di Sinistra e Libertà si sono trovati a dover rispondere ad una domanda ovvia ma impegnativa: io, elettrice/ore di sinistra, visto che non vedo differenze programmatiche (lavoro, pace, ambiente, laicità, migranti, sicurezza…), perché dovrei votare per voi e non per la lista comunista? Leggi il seguito di questo post »
Uno Sportello di informazione e promozione sul Servizio Civile Nazionale, a cura del Centro Servizi per il Volontariato di Messina.
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di Maria Teresa Prestigiacomo
Taormina. Conto alla rovescia per l’attesissimo concerto di Franco Battiato. Il poliedrico artista ci regalerà i suoi “ Fleurs” al Teatro Antico, che sarà gremito come al solito, al limite della capienza del prezioso scrigno della perla dello Ionio. Il cantante di Milo, paesino lungo le pendici dell’Etna, torna ad esibirsi il 17 Luglio in un concerto “megagalattico”, per indicare le atmosfere magiche, soft, gotico-fiorite delle nostalgiche note del cantante-filosofo. Il filosofo, suo supporto “ esistenziale”, Manlio Sgalambro, alla voce, lo affiancherà, unitamente a Carlo Guiaitoli, al piano, ad Angelo Privitera alle tastiere ed alla Programmazione, a Davide Ferrario, voce e chitarre. Il Nuovo Quartetto, formato da Alessandro e Luca Simoncini, rispettivamente Primo Violino e Violoncello, Luigi Mazza , II Violino e Demetrio Comuzzi alla Viola, renderanno ancora più fiorito il bouquet musicale di Battiato che presenterà “ Fiori” inglesi e tedeschi, francesi ed italiani, splendide canzoni da non perdere, anche straordinarie cover che, eseguite dalla voce poetica, calda e sensuale del cantante dell’Etna, sigilleranno, al Teatro greco-romano la memoria storica di un concerto” astrale”, per dirla alla Battiato che ama infondere atmosfere “cosmico-galattiche”.
Il suo album “ Live in Theatre 09” sarà la sua presentazione; dal vivo, egli interpreterà l’ultimo capitolo di” Fleurs”, volto a rivisitare, nella sua personale ed originalissima chiave, le più celebri canzoni del passato. Tra le canzoni che ascolteremo: la francese, struggente e nostalgica “ Il venait d’avoir 18 ans”, “ Et maintenant”, “Bridge over troubled water”…. E tante altre splendide ed indimenticabili canzoni… con le quali le generazioni di Battiato sono cresciute…sino a “ La musica muore”….Ma con Battiato, la vera e brillante musica che è poesia dell’anima, non muore mai.
di Alba Sasso
Oggi 15 luglio il movimento dei precari è in piazza, con una piattaforma che riguarda i destini della scuola tutta.
E noi non possiamo che essere con loro. Leggi il seguito di questo post »
L’ennesimo grido d’allarme di un altro gruppo di lavoratori “invisibili”. Operai che teoricamente hanno diritti e praticamente vengono umiliati, cancellate con un colpo di mano le tutele dei lavoratori conquistate in tanti anni di lotte. Leggi il seguito di questo post »
L’hanno ribattezzata “la fabbrica della morte”. E l’ex Sacelit, l’industria che dal 1958 al 1993 ha prodotto lastre, tubi e contenitori a base di amianto, conferma purtroppo, ancora una volta, di meritarsi questa lugubre definizione: ieri è deceduto a causa dell’asbestosi il centesimo ex dipendente della fabbrica, che in 35 anni di attività ne ha avuti 220, di cui solo 8 non si sono ammalati di patologie polmonari.
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Il consigliere provinciale, Matteo Francilia, capogruppo U.D.C.-Centro con D’Alia, con una nota inviata stamane al presidente del Consiglio, Salvino Fiore, invita quest’ultimo a sollecitare il Consiglio provinciale per la trattazione della mozione sulla gestione delle risorse idriche nella Regione siciliana. Leggi il seguito di questo post »
Cinque colpi di pistola sono stati sparati la notte scorsa su una Fiat Panda Van di proprietà dello stabilimento balneare “Onda Anomala Associazione mari puliti” di Barcellona Pozzo di Gotto. Dentro l’auto i carabinieri hanno trovato una bottiglia di plastica con liquido infiammabile e due cartucce calibro 12 e un accendino. Il gestore del locale ha detto di non avere mai ricevuto richieste estorsive.
I calabresi nei lager nazisti |
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| Rocco Lentini | Lentini Rocco |
| 2009, 273 p. | € 15,00 |
| 2009, 273 p., brossura | |
| Editore Città Calabria |
Città Calabria |
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Sedici pagine sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana e altrettante sul Bollettino ufficiale della Regione siciliana, per migliaia e migliaia di copie: chissà quanti alberi sarebbero stati sacrificati per stamparle, se non fosse per l’uso della carta riciclata. E tutto ciò perché l’intera cittadinanza italiana venga edotta, con meticolosa dovizia di particolari, che un albero di Messina è stato dichiarato per legge di «notevole interesse pubblico ». Avete capito bene: un solo albero. Bello, bellissimo, da far invidia ai suoi consimili dell’Orto botanico cittadino, dove, dicono gli esperti, non ce n’è uno paragonabile. Ma tutto sommato né unico né particolarmente vecchio.
È un esemplare di Pittosporum tobira, specie vegetale originaria del Giappone, che viene utilizzata per le siepi dei giardini pubblici. Più semplicemente, un pittosporo. Ecco come l’ha descritto il 23 gennaio 2002 Rosa Maria Piccone del Dipartimento di scienze botaniche dell’Università di Messina che fu incaricata di fare una relazione a sostegno della proposta di vincolare la pianta: «L’esemplare da me osservato è un alberello alto circa 4 metri, che ha sviluppato la caratteristica chioma ad ampio ombrello, con un diametro di metri 6,60, quasi perfettamente emisferica… Considerato che questa specie ha una crescita del tronco estremamente lenta, questo esemplare ha sicuramente più di 50 anni di età, probabilmente fra i 70 e i 100 anni». Insomma, stando alla professoressa Piccone si tratterebbe di una pianta appena più anziana del suo padrone, ovvero l’autore della richiesta presentata sette anni fa alla Soprintendenza dei Beni culturali e ambientali. Perché quell’alberello meraviglioso non si trova sulla pubblica via, bensì in un giardino privato che affaccia sul mare, in via Consolare Pompea, di proprietà del signor Giuseppe Raffa, settant’anni il prossimo 30 novembre. Ex agente di commercio in pensione, spiega: «Perché ho chiesto il vincolo alla Soprintendenza? Me lo consigliarono alcuni esperti. Adesso nessuno potrà tagliare o spostare l’albero».
Certo, non è stato facile. Prima la richiesta alla Soprintendenza, il 16 gennaio 2002. Quindi la relazione di parte. Poi, dopo quasi cinque anni anni, il 20 dicembre 2006, i dirigenti del Soprintendente Rocco Scimone, vergarono un rapporto favorevole. E trascorso un altro anno, si riunì la Commissione provinciale per la tutela delle Bellezze naturali e panoramiche di Messina, che deliberò «all’unanimità » la concessione «di vincolo della bellezza individua» al pittosforo del signor Raffa. Non era finita. Il decreto del «Dirigente del servizio tutela del dipartimento regionale dei beni culturali e ambientali» Daniela Mazzarella, è arrivato soltanto il 20 aprile scorso. Mentre la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana è di lunedì 13 luglio: a quasi otto anni di distanza dalla richiesta. Anche il pittosporo messinese ha così potuto sperimentare sulla propria corteccia la lentezza della burocrazia italiana. Per non parlare dei costi. Timbri, relazioni, riunioni di commissioni, decreti e Gazzette ufficiali stampate in migliaia di copie per decine di migliaia di fogli.
Non senza, però, qualche interessante conseguenza pratica. Per comprenderne la portata bisogna leggere la relazione della Soprintendenza del dicembre 2006, un documento di due paginette dove forse c’è la spiegazione. Poche righe in fondo, per rammentare che ai sensi del secondo comma dell’articolo 138 del codice civile in caso di vincolo accordato al vegetale, «eventuali modifiche, potature straordinarie e ulteriori piantumazioni» dovranno essere autorizzate dalla Soprintendenza. Ma soprattutto che «non si potranno consentire ampliamenti della costruzione retrostante, né la realizzazione di ulteriori corpi di fabbrica nel giardino ». Non c’è che dire. L’ex agente di commercio adesso ha la sua bella assicurazione ecologica. Morale: a questo punto per combattere la cementificazione selvaggia della costa siciliana non resta che piantare pittospori ovunque. E poi chiedere di vincolare il vegetale. Mica fesso, il signor Raffa: «Perché ho chiesto il vincolo? Quando fa molto caldo, sotto quella chioma c’è un fresco incredibile. Non sa che cos’è, d’estate, prender il caffè lì sotto».
Sergio Rizzo (Corriere della Sera)
La Direzione investigativa antimafia di Messina ha confiscato immobili e aziende per un valore di mercato di oltre 6 milioni di euro al boss mafioso Sebastiano Rampulla, 63 anni, detto ‘Zu Vastiano’, ritenuto capo di Cosa nostra della provincia di Messina ed elemento di vertice dell’omonima famiglia mafiosa di Mistretta, operante nei territori delle province di Messina, Catania ed Enna. Il provvedimento e’ stato emesso dal Tribunale misure di prevenzione di Catania. A coordinare le indagini le Direzioni distrettuali antimafia di Catania e Messina, dirette rispettivamente dai procuratori Vincenzo D’Agata e Guido Lo Forte. Gli accertamenti patrimoniali sono stati estesi su tutti i beni dei componenti del nucleo familiare dei Rampulla, compresi quelli intestati o riconducibili a Pietro Rampulla, anch’egli uomo d’onore e gia’ condannato all’ergastolo, in quanto ritenuto l’artificiere della strage di Capaci per aver confezionato l’ordigno esplosivo collocato nel cunicolo autostradale e il relativo telecomando che provoco’ la morte del giudice Giovanni Falcone, della moglie e della scorta. Sebastiano Rampulla e’ stato gia’ condannato dalla Corte d’Appello di Caltanissetta a 14 anni di reclusione per il tentato omicidio dei fratelli Vincenzo e Sebastiano Sanzarello, ex senatore. Nel luglio del 2005, venne coinvolto nell’operazione ‘Dionisio’ dei carabinieri del Ros di Catania.
Aveva imposto il pizzo all’impresa Ira Costruzioni che esegui’ i lavori di raddoppio della linea ferroviaria Palermo-Messina, nella tratta compresa nel territorio di Barcellona Pozzo di Gotto, incassando la somma di 30 mila euro mensili in qualita’ di capo di Cosa nostra della provincia. Con l’operazione ‘Icaro’ emerge anche il ruolo della sorella Maria e dei suoi autisti Giuseppe Lo Schiavo, morto nel 2003, e Fortunato Scibilia. Sebastiano Rampulla era stato condannato in appello a 7 anni e quattro mesi di reclusione. Con il provvedimento del Tribunale di Catania a Sebastiano Rampulla viene estesa per altri 2 anni la misura di prevenzione della sorveglianza speciale. La Dia ha confiscato un vasto appezzamento di terreno, per un’estensione complessiva di oltre 320.000 mq, con annessi fabbricati rurali e una ditta individuale di coltivazioni agricole, a Caltagirone, nonche’ un terreno agricolo, con annesso imponente ed antico fabbricato rurale, di particolare pregio, per un’estensione complessiva di 20.000 mq, in contrada Santa Marina a Reitano.
(AGI)
