«Il governo nazionale, da tempo ostaggio della Lega, non ha alcun interesse a difendere il futuro produttivo e occupazionale dello stabilimento di Termini Imerese e quello regionale, guidato dal finto Masaniello etneo, non è in grado in alcun modo di rappresentare gli interessi veri dei siciliani.
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(AGI)
Antonio Bertuccelli, segretario provinciale Pdci Messina
Verrà costituito domani un Comitato formato da cittadini, consiglieri di quartiere associazioni di consumatori al quale aderirà anche Consumatori Associati, per chiedere l’abolizione del pedaggio autostradale di Villafranca Tirrena. In seguito sabato 11 luglio alle 10,30 nella sala Commissioni della Provincia di Messina, si svolgerà una conferenza stampa per discutere delle strategie e delle azioni che adotterà il Comitato. “E’ assurdo – ha commentato l’avvocato Ernesto Fiorillo, presidente di Consumatori Associati- che si faccia pagare a tutti ed in particolare ai residenti, il pedaggio a Villafranca perché questo si trova nel territorio di Messina. Facendo pagare questo pedaggio si penalizzano i tanti residenti e chi lavora come pendolare tra Messina e Villafranca. Si penalizza inoltre l’intera economia di Villafranca che è sede di importanti realtà produttive. Chiederemo alle istituzioni di lavorare con noi per trovare una soluzione a questo annoso problema e auspichiamo che tengano in considerazione le esigenze dei residenti e dei commercianti che da tempo chiedono l’abolizione di questo pedaggio. Come nel caso della rampa del Boccetta e dei commercianti e residenti del Comune di Scaletta, la nostra associazione si schiera con i cittadini che troppo spesso sono costretti a subire situazioni a dir poco allucinanti senza poter reagire. Per quel che riguarda la causa collettiva intentata da centinaia di commercianti e residenti di Scaletta e Itala contro l’Anas ,che non ha fatto nulla per risolvere celermente il problema della chiusura di parte della strada statale 114 nei pressi di Capo Scaletta dopo una frana, la prima udienza si terrà il prossimo 15 luglio. Consumatori Associati che appoggia i cittadini e i commercianti ha chiesto come risarcimento 50 milioni di euro”.
Domenico Le Cave, 40 anni, stava lavorando lungo i binari della stazione di Parma nel cantiere per la realizzazione della Tav. Non ci sono né testimoni né segnalazioni dei macchinisti del convoglio. Un operaio che stava lavorando lungo la massicciata ferroviaria è stato travolto e ucciso questa mattina, attorno alle 8.15, all’altezza della stazione di Parma. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo – all’altezza dell’ex scalo merci – sarebbe stato colpito da un treno in transito, perdendo la vita sul colpo. Sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118 e, per i rilievi, gli agenti della Polizia Ferroviaria. Il traffico sulla linea Bologna-Milano – a quanto si è appreso dalla direzione Fs di Bologna – è rimasto interrotto fino alle 8.55, poi è ripreso con rallentamenti nell’area della stazione. La vittima è Domenico Le Cave, 40 anni, residente a Milazzo (Messina), la persona abilitata per la sicurezza nel cantiere per la realizzazione dell’interconessione della linea Tav. Le Cave – sposato e con due figli – era da pochi giorni al lavoro nel cantiere della Tav Parma. L’uomo sarebbe stato urtato da un treno che stava percorrendo la linea ed è stato sbalzato a molti metri di distanza, rimanendo ucciso sul colpo. Nessun testimone avrebbe assistito all’incidente e non è stata data alcuna segnalazione nemmeno dal macchinista del convoglio che avrebbe urtato l’operaio. Molto probabilmente, comunque, l’incidente è avvenuto durante il transito di un treno Eurostar.
Sono stati scoperti diversi istituti di credito che, nella funzione di tesoriere comunale, hanno applicato, in alcuni casi, “tassi di interesse debitori maggiori – affermano gli investigatori - rispetto a quelli pattuiti nelle rispettive convenzioni alle anticipazioni di cassa concesse agli enti locali. Ciò ha determinato l’applicazione di interessi in misura arbitrariamente superiore a quelli spettanti, nonchè commissioni sul massimo scoperto e spese non previste in convenzione”.



